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Ordoliberalismo
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Lmwba'mwbqordoliberalismo (mwbgOrdoliberalismus in tedesco) è una variante del pensiero mwbwliberale nata e sviluppata dalla scuola economica di Friburgo: esso si basa sul presupposto che il mwcqlibero mercato ed il mwcglaissez faire da soli non siano in grado di garantire né il mantenimento della concorrenza né l'equità sociale e le pari opportunità per gli individui. Lo Stato pertanto deve fornire un quadro giuridico, un ordine di regole attraverso cui l’mwcweconomia di mercato possa funzionare: tutelando la proprietà privata e la libera iniziativa privata, stabilizzando la moneta e assicurando un livello minimo e universale di protezione socialecite-ref-1[1].
Il termine "Ordoliberalismo" (in tedesco "Ordoliberalismus") fu coniato nel 1950 da Hero Moeller e si riferiva alla rivista accademica "Ordo", fondata nel 1936 dall’economista mwegWalter Eucken, e a cui collaboravano sociologi come mwewWilhelm Röpke e mwfaAlexander Rüstow, e giuristi come mwfqFranz Böhm e Hans Grossmann-Doerthcite-ref-2[2].
Contents
• Sviluppo
• Note
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Definizione
L’ordoliberalismo viene solitamente associato o considerato una variante di quello che negli anni '30 veniva definito "neoliberalismo" (termine utilizzato come sinonimo di liberalismo sociale)cite-ref-3[3]: sia mwigHayek, sia Röpke e Von Rüstow parteciparono al mwiwconvegno di Parigi del 1938 (considerato il momento fondativo del neoliberalismocite-ref-4[4]); inoltre entrambe le scuole enfatizzano la libertà economica individuale contro ogni mwkadirigismo pubblico, propugnando un’economia di mercato fondata sul meccanismo dei prezzi. Tuttavia vanno sottolineate importanti differenze: gli ordoliberali considerano il mercato concorrenziale non come un’istituzione naturale che ha leggi proprie, ma come una costruzione artificiale, risultato dell’intervento attivo dello Stato. Al laissez faire e alla mwkqmano invisibile, si sostituisce l’mwkgintervento palese dello Stato, regolatore e arbitro dei processi socio-economicicite-ref-goldschmidt2005-5-0[5]cite-ref-gerken2000-6-0[6].
mwnaMichel Foucault spiega così il cambio di paradigma rispetto al mwnqliberalismo classico: “Facciamo allora il contrario, ed esigiamo dall’economia di mercato molto di più di quanto le era stato richiesto nel XVIII secolo, allorché le si chiedeva di dire allo stato che da un certo limite in poi, nel caso di un determinato problema e oltre i confini di un dato ambito, esso non sarebbe più potuto intervenire. Ma non è ancora abbastanza, dicono gli ordoliberali. Dal momento che ormai è accertato che lo stato è portatore di un’intrinseca difettosità, mentre nulla prova che l’economia di mercato abbia simili difetti, chiediamo all’economia di mercato di fungere, di per sé, non tanto da principio di limitazione dello stato, bensì da principio di regolazione interna dello stato, in tutta l’estensione della sua esistenza e della sua azione. In altri termini (…) gli ordoliberali sostengono che bisogna (…) porre la libertà di mercato come principio organizzatore e regolatore dello stato, dall’inizio della sua esistenza sino all’ultimo dei suoi interventi. Detto altrimenti: uno stato sotto sorveglianza del mercato, anziché un mercato sotto la sorveglianza dello stato”cite-ref-7[7].
Talvolta l'ordoliberalismo viene definito anche come "neoliberalismo tedesco" con riferimento alla sua patria d'origine, per distinguerlo dal mwowneoliberalismo austriaco (von Mises, von Hayek) e poi americano (mwpascuola di Chicago).
Sviluppo
La teoria ordoliberale è stata sviluppata a cavallo tra gli anni trenta e gli anni cinquanta dagli economisti e dagli accademici dell'mwpwUniversità di Friburgo, in particolare da Walter Eucken, Franz Böhm, Hans Grossmann-Doerth e Leonhard Miksch ma ebbe il suo periodo di maggiore sviluppo dopo la mwqqSeconda guerra mondiale quando gli accademici ordoliberali posero le fondamenta della costituzione economica della mwqgRepubblica Federale Tedesca e collaborarono nella ricostruzione post bellica.
Durante il mwsqWirtschaftswunder ("miracolo economico") infatti il Cancelliere mwsgKonrad Adenauer affidò il ministero delle finanze a mwswLudwig Erhard (dal 1949 al 1963), economista ordoliberale e sostenitore della Scuola di Friburgo, il quale provvide a implementare una legislazione anti-trust, a ridurre le tasse sulle imprese e a ridurre al minimo i controlli sui prezzi, mentre furono aumentate le pensioni e gli aiuti socialicite-ref-8[8].
Dopo gli anni sessanta l'importanza della teoria economica e della giurisprudenza ordoliberale cominciò progressivamente a ridursi, anche in conseguenza del predominio politico del mwuqPartito socialdemocratico e all'introduzione di misure mwugkeynesiane, fino al ritorno in auge negli anni ottanta e successivi, in concomitanza con il ritorno al potere della mwuwCDU. Poi, mediante l’influenza tedesca, i principi ordoliberali (libertà commerciale, competitività, divieto di aiuti di Stato, Banca centrale deputata solo al controllo dell’inflazione, pareggio di bilancio) confluiranno nei trattati istitutivi dell’Unione europea. Ancor oggi numerosi economisti tedeschi continuano a definirsi tali; la rivista "Ordo" risulta attiva, così come la facoltà di economia all'Università di Friburgo e numerose fondazioni come il "Walter Eucken Institut" e la "Stiftung Ordnungspolitik"cite-ref-9[9].
Teoria e interpretazioni
La teoria ordoliberale afferma che lo Stato deve creare e mantenere un ambiente economico favorevole per l'economia, mantenendo un sano livello di competizione tra le imprese private, e privatizzando i servizi pubblici, in modo da garantire il principio dell'uguaglianza di fronte alla leggecite-ref-megay-10-0[10], senza pretendere di perseguire l'uguaglianza sostanziale. La finalità dell'intervento pubblico non deve essere quella di dirigere i processi socio-economici ma solo di evitare il pericolo che, senza alcuna regolamentazione, possano emergere e formarsi monopoli o oligopoli, i quali non solo potrebbero sovvertire i vantaggi offerti dal libero mercato ma anche minare alla base le istituzionicite-ref-11[11].
Tema fondamentale della teoria ordoliberale è l'attribuzione di specifiche responsabilità ad istituzioni indipendenti: la politica monetaria dovrebbe essere affidata ad una mwzgbanca centrale indipendente dal potere politico e avente lo scopo di garantire la stabilità della moneta ed un tasso di inflazione minimo mentre il governo ha la funzione di gestire la mwzwpolitica fiscale secondo il principio del mwaapareggio di bilanciocite-ref-12[12].
L'ordoliberalismo intende porsi come una terza via tra il mwbgliberalismo classico (che a causa del mancato ruolo regolatore dello Stato produce esiti caotici e mwbwanarchici) e le teorie mwcadirigiste o mwcqcollettiviste in cui lo Stato viceversa assume direttamente il controllo dei processi economici (nelle varie forme di pianificazione, assistenzialismo, protezionismo ecc.). Come esempio di risposte sbagliate alla crisi del capitalismo vengono attaccati non solo il mwcgcomunismo mwcwsovietico e la politica economica mwdanazista del ministro mwdqHjalmar Schacht, ma anche la teoria economica mwdgkeynesiana, applicata in mwdwUSA con il mweaNew Deal e in mweqGran Bretagna con il piano mwegBeveridge.
Il pensiero ordoliberale, qualificando il proprio modello come "mwfaeconomia sociale di mercato", si considerò sempre distinto rispetto al liberalismo classicocite-ref-megay-10-1[10]cite-ref-13[13]. Ad esempio mwhqWilhelm Röpke ne criticò gli eccessi nel libro "Das Versagen des Wirtschaftsliberalismus" ("Il fallimento del liberalismo economico", 1950). Gli ordoliberali sostenevano la creazione di un sistema minimo di aiuti sociali universali, una moderata ridistribuzione della ricchezza mediante un sistema fiscale progressivo ed il salario minimo legalecite-ref-14[14]cite-ref-15[15], affinché tutti abbiano la possibilità di partecipare al "gioco" del mercato sviluppando capacità imprenditoriali.
La Scuola di Friburgo ebbe alcuni punti in comune con la mwjwScuola di Francoforte non solo per il coevo contesto di sviluppo, ma anche per il fatto che entrambe derivarono dall'opera di mwkaMax Weber ed entrambe si basavano sul presupposto di razionalizzare l'irrazionalità del sistema capitalistico. Entrambe trattavano gli stessi problemi ma giunsero a teorizzazioni completamente diverse, visto che la Scuola di Francoforte aveva abbracciato le tesi mwkqmarxiste, mentre la filosofia politica ordoliberale (influenzata piuttosto da filosofi come mwkgAristotele, mwkwTocqueville, mwlaHegel, mwlqSpengler ed mwlgHusserlcite-ref-16[16]) rimase all'interno del movimento liberale.
La teoria ordoliberale è stata accostata anche alla mwnaterza via di mwnqTony Blair e del mwngNew Labour, ma vi sono alcune differenze: da un lato, infatti, il tessuto economico-sociale postulato dagli ordoliberali combina l'iniziativa privata con una regolamentazione governativa allo scopo di stabilire una libera competizione, dall'altro i sostenitori della terza via hanno sostenuto la necessità di deregolamentare il mercato; da un lato il modello sociale ordoliberale è favorevole alla concessione di un livello minimo universale di benefit sociali pubblici, dall'altro la terza via è più vicina al modello di un vero e proprio mwnwwelfare statecite-ref-17[17].
Note
cite-note-11. ↑ mwqgRalf Ptak, mwqwmwraNeoliberalism in Germany: Revisiting the Ordoliberal Foundations of the Social Market Economy, in Philip Mirowski e Dieter Plehwe (a cura di), mwrqThe Road From Mont Pèlerin: The Making of The Neoliberal Thought Collective, Cambridge, MA., Harvard University Press, 2009, pp.mwrg mwrw124–25, mwsaISBNmwsq 978-0-674-03318-4.
cite-note-33. ↑ D. Harvey, mwwqBreve storia del neoliberismo, Il Saggiatore, 2005
cite-note-44. ↑ D. Dardot e C. Laval, mwxqLa nuova ragione del mondo, DeriveApprodi, 2013
cite-note-77. ↑ M. Foucault, mw3wNascita della biopolitica, Corso al college de France, 1978-79
cite-note-88. ↑ mw4wmw5amw5qCommanding Heights: The Battle for the World Economy, Ordoliberals, su mw5gpbs.org, 2002.
cite-note-99. ↑ Gabler Verlag (ed.), Gabler Wirtschaftslexikon, Stichwort: Freiburger Schule (mw6wonline)
cite-note-1414. ↑ mwasqmwasumwasyVon Hayek and Ordoliberalism on Justice (mwascmwasgPDF), su mwasktoulouse-justice-2011.fr. mwasoURL consultato il 28 luglio 2018 mwass(archiviato dall'mwaswurl originale il 3 dicembre 2013).
cite-note-1515. ↑ mwataSuzanne Kingston, mwatemwatiGreening EU Competition Law and Policy, mwatmCambridge University Press, 2011, mwatqISBNmwatu 978-1-139-50278-8. mwatcURL consultato il 1º agosto 2013.
cite-note-1616. ↑ mwatsMichel Foucault, mwatwThe Birth of Biopolitics, pp. 103-105.
cite-note-1717. ↑ mwauemwauimwaumSoziale Marktwirtschaft, su mwauqwirtschaftslexikon.gabler.de. mwauuURL consultato il 1º agosto 2013.
Bibliografia
• mwaukSally Razeen, L'ordoliberalismo e il mercato sociale. Il liberalismo che salvò la Germania, in IBL Occasional Paper, n. 89, Istituto Bruno Leoni, 10 dicembre 2012. URL consultato il 1º febbraio 2012.
• mwaus(FR) Francesco Martucci e Claire Mongouachon, La Constitution èconomique (En hommage au Professeur Guy Carcassonne), Edition La Mémoire du Droit, 2015.
Voci correlate
• mwau8Neoliberismo
• mwaveEconomia sociale di mercato
• mwavmLiberalismo sociale
• mwavuLiberalismo nazionale
• mwavcGustav von Schmoller
• mwavkLudwig Erhard
• mwavsNeokantismo
• mwav0Walter Eucken
• mwav8Wilhelm Röpke
Collegamenti esterni
• citereftreccani-itordoliberalismo, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2018.
• mwawuCostituzione e mercato: un profilo dell’ordoliberalismo, su treccani.it, 11 dicembre 2020.